ECCO UN SITO UTILISSIMO DELL'OTTICO OPTOMETRISTA GIORGIO BOLLANI PER INSEGNARE LA CORRETTA IMPUGNATURA ED ESERCIZI PER FAVORIRE LA BELLA GRAFIA INOLTRE IL CANALE PER VEDERE I SUOI VIDEO
In questa pagina dell'Istituto ComprensivoVeronella Zimella trovate dei video utilissimi per esercizi motori che aiutano la coordinazione dei bambini e degli adulti
I BAMBINI PRIMA HANNO DISEGNATO IL LORO PAPA', POI HANNO SCRITTO UN BREVE TESTO SEGUENDO ALCUNE INDICAZIONI PRECISE (il mio papà si chiama....ha...). DOPO LA CORREZIONE LO HANNO RICOPIATO IN CORSIVO SU DI UN FOGLIO PROTOCOLLO A RIGHE DI PRIMA INCOLLANDO IL DISEGNO ED UN BEL FIOCCO ROSSO.
PER FINIRE ABBIAMO AGGIUNTO UN BEL REGALO PER IL PAPA' SEMPLICE E UTILE:
IL DISCO ORARIO(dal sito CRESCERE CREATIVAMENTE di Rosalba Cocca))
NOI LO ABBIAMO STAMPATO SU CARTONCINO E COLORATO CON I COLORI A CERA BRILLANTI.
Ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale.
Saluto i bambini, spiego loro che al ritorno dalle vacanze ascolterò tutti i racconti dei regali ricevuti da Babbo Natale e, per rispetto dei bambini non cattolici, non parlo di Gesù. Saluti e abbracci gioiosi.
Primo giorno di ritorno dopo le vacanze di Natale.
Saluti e abbracci.
Una bambina, non cattolica, è seria. In silenzio si avvicina a me. Sotto voce mi chiede: “Maestra Manuela, perché Babbo Natale non è passato a casa mia?”
La guardo. Nei suoi occhi c'è una grande tristezza. Mi sento malissimo. Penso a quanto ha sofferto nei giorni di vacanza non trovando nessun regalo. Penso che le è mancato il coraggio di chiedere ai genitori. Penso di averla indotta a credere di essere stata una bambina cattiva. Lei così buona, così silenziosa.
Allora la accarezzo.
Lentamente le spiego che ai bambini italiani viene raccontata questa storia per gioco. Sottovoce le dico che Babbo Natale è il loro babbo mascherato.
Le chiedo se suo padre le ha fatto un regalo. Mi guarda. Sorride. Dice di sì.
Allora le chiedo di non dire nulla agli altri bambini, per rispetto del loro gioco. Mi guarda, fa l'occhiolino e scappa, felice, al suo banco.
Molte religioni parlano di Gesù, sembra sia un personaggio realmente esistito, perché non cercare un modo per raccontare la sua storia in modo da non offendere nessuno e trasmettere buoni sentimenti? Per lasciare un commento, senza alcuna registrazione, clicca dove è scritto "commenti" sotto questo post. Scrivi nella finestra e, sotto, scegli "Commenta come Anonimo". Clicca su "Posta commento". Il testo compare dopo la mia approvazione.
DALLE LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI E DEGLI STUDENTI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
ALLEGATE AL DECRETO MINISTERIALE 12 LUGLIO 2011
(ad integrazione della LEGGE 170/2010) QUESTE SONO LE LINEE GUIDA USCITE NEL LUGLIO DEL 2011. IL MIO LIBRO E' USCITO AD OTTOBRE DEL 2010. LEGGENDOLE RITROVO IL MIO TESTO ASSOLUTAMENTE IN LINEA CON TALI INDICAZIONI (segue)
.......Si deve infatti sottolineare che le metodologie didattiche adatte per i bambini con DSA sono valide per ogni bambino, e non viceversa.
........Scendendo nello specifico del
metodo di insegnamento-apprendimento della lettoscrittura, è importante sottolineare che la
letteratura scientifica più accreditata sconsiglia il metodo globale, essendo dimostrato che ritarda l’acquisizione
di una adeguata fluenza e correttezza di lettura.
Per andare incontro al bisogno
educativo speciale dell’alunno con DSA si potrà utilizzare il metodo fono-sillabico, oppure
quello puramente sillabico. Si tratta di approcci integrati che possono essere utilizzati in fasi
diverse.
La metodologia di approccio che
inizia e insiste per un tempo lungo sul lavoro sillabico si fonda sulle seguenti
considerazioni.
La possibilità di condurre
operazioni metafonologiche analitiche a livello di fonema, cioè di riflettere sulla struttura
fonologica di una parola, è legata all’apprendimento del linguaggio scritto e all’istruzione formale che
accompagna l’apprendimento di un sistema di scrittura alfabetica. Le singole lettere sono costruzioni mentali effettuate sul cotinuum del parlato, mentre la sillaba aperta (consonante -
vocale) può essere quindi individuata e utilizzata facilmente anche dal bambino della scuola dell’infanzia.
Si potranno proporre quindi esercizi di sintesi sillabica, ricostruire una parola a partire
dalla sequenza delle sue sillabe, pronunciate ad alta voce dall'insegnante; esercizi di
riconoscimento di sillaba iniziale, finale, intermedia; si possono formare treni di parole dove la sillaba finale della prima costituisce quella iniziale della seconda; si possono proporre inoltre giochi
fonologici per il riconoscimento e la produzione di rime, oppure tombole e domino con immagini e sillabe da
associare.
..........(continua).....
È opportuno effettuare attività
fonologiche nell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e nella prima e nella seconda classe
della scuola primaria. Si potrà dedicare ogni giorno una parte dell’attività didattica ad
esercizi fonologici all’inizio delle attività o tra un’attività e l’altra, o quando c’è bisogno di recuperare
l’attenzione, a classe intera o a piccoli gruppi, con chi mostra di averne bisogno.
Alla scuola primaria, per far
acquisire la consapevolezza fonologica, si possono proporre attività come: individuazione del
fonema iniziale di parola; si possono proporre quindi parole che iniziano per vocale;
individuazione del fonema finale e poi intermedio; analisi fonemica che è analoga al processo di scrittura;
fusione fonemica che è analoga al processo di lettura; composizione di parole bisillabe; associazioni
grafema/fonema, associando lettere e immagini; conteggio dei fonemi; raggruppamento di
immagini il cui nome comincia o finisce con lo stesso suono.
Si potrà iniziare dalle sillabe
semplici (consonante-vocale) e scegliere innanzitutto le consonanti continue, utilizzando
poi in abbinamento parole e immagini corrispondenti.
L’approccio con il metodo
fono-sillabico, adattato alle specificità dell’alunno con DSA, presenta le seguenti
caratteristiche.
Ogni consonante viene illustrata
come derivante dalla forma di un particolare oggetto o elemento della natura, l’iniziale
della parola che lo denota essendo somigliante a quella lettera, ad es. la Montagna per la emme.
Solitamente, nei comuni
alfabetieri murali o nei libri di testo, non si ha cura di tale associazione tra il suono, il
segno grafico e l’immagine relativa (es. effe di fata o emme di
mela): il nesso è soltanto fonetico, e
dunque abbastanza debole: l’associazione mentale non è intuitivamente ovvero immaginativamente
ripercorribile.
Sarebbe bene dare al bambino la
possibilità di operare intuitivamente, ed anche autonomamente, connessioni
interne tra ciò che gli viene presentato e la sua personale assunzione immaginativa. In tal modo, la “sintesi
grafica”, in cui il disegno viene essenzializzato nella forma della lettera, si imprime come
immagine mentale e consente di operare più facilmente il discernimento tra i caratteri
grafici, sia nella fase di scrittura che in quella di lettura.
Si privilegia quindi un tipo di
percorso che, prendendo spunto da un’immagine esteriore, renda operante intuitivamente il
nesso con l’immagine mentale, per favorire poi gradualmente l’assunzione concettuale.
Tale
metodo si fonda sulla considerazione che il bambino disponeanzitutto di un pensiero immaginativo. Egli non si rappresenta astrattamente le cose, non forma ancora concetti astratti, ma se
le raffigura: quando gli parliamo, spieghiamo e, ancor più, quando raccontiamo qualcosa, suscitiamo
nella sua interiorità il sorgere di una immagine mentale ...........(continua)..... Va detto che anche nel metodo fono-sillabico non sempre c’è coerente gradualità nella scelta delle parole esemplificative in relazione alle lettere presentate. Al bambino vengono cioè presentateparole che contengono la lettera e la sillaba che si sta studiando, ma che contengono anche altrelettere ancora sconosciute: si determina così spesso una fusione tra metodo fonico-sillabico e metodo globale, almeno nella prassi. Occorre, invece, porre attenzione ad ordinare le consonanti, ele parole esemplificative utili per il loro riconoscimento e per l’esercizio della lettura, in modo dapresentare al bambino soltanto lettere già note (o che lo stanno divenendo in quanto le spieghiamo). In ogni caso, qualunque metodo si adotti, sarebbe auspicabile iniziare con lo stampatomaiuscolo, la forma di scrittura percettivamente più semplice, in quanto essa è articolata su una sola banda spaziale delimitata da due sole linee (scrittura bilineare): tutte le lettere hanno infatti la medesima altezza, iniziando dal rigo superiore e terminando in quello inferiore, mentre lo stampato minuscolo, oltre che il corsivo, sono forme di scrittura articolate su tre bande spaziali, in cui le linee di demarcazione dello spazio sono quattro (scrittura quadrilineare), in quanto vi è una banda centrale delle lettere quali la a o la c, una banda superiore in cui si spingono lettere quali la l o la b, una banda inferiore occupata da lettere come la g o la q e risultano pertanto percettivamente molto più complesse. Si dovrebbe poi evitare di presentare al bambino una medesima lettera espressa graficamente in più caratteri (stampato minuscolo, stampato maiuscolo, corsivo minuscolo, corsivo maiuscolo), ma è opportuno soffermarsi su una soltanto di queste modalità fino a che l'alunno non abbiaacquisito una sicura e stabile rappresentazione mentale della forma di quella lettera. L'insegnante sidovrà soffermare per un tempo più lungo sui fonemi più complessi graficamente e dovrà dare indicazioni molto precise per la scrittura, verbalizzando al bambino come si tiene una correttaimpugnatura della matita o della penna, dando indicazioni precise sul movimento che la mano devecompiere, sulla direzione da imprimere al gesto, sulle dimensioni delle lettere rispetto allo spaziodel foglio o del supporto di scrittura (cartellone, lavagna). Si farà anche attenzione a che il bambinodisegni le lettere partendo dall’alto. In questo modo, l’alunno con difficoltà potrà avere modelli diriferimento e parametri precisi...........(continua).....